Risparmio sulla coltivazione indoor della marijuana


 

Risparmio sulla coltivazione indoor della marijuana
Risparmio sulla coltivazione indoor della marijuana

 

Oggi voglio parlarvi di alcuni presupposti di base molto importanti per riuscire a risparmiare sul costo di produzione delle vostre infiorescenze. Già conoscerete molti dei concetti che menzioneremo, ma poiché molti di voi spesso hanno dei dubbi, vogliamo soffermarci un pò sull’argomento commentadolo con le nostre osservazioni.

 

Tutti noi desideriamo che il nostro raccolto ci dia la massima produzione con il minimo di cost💰, utilizzando il minimo di risorse e di tempo possibile, ma dovete sapere che nessun metodo è perfetto al 100%, dal momento che in natura purtroppo non esiste un metodo che ci fornisca la panacea cannabica, dandoci cime eccellenti senza quasi richiedere in cambio un minimo di sforzo e dedizione.

 

Le tecniche, e le tecnologie che vi presenteremo, vi permetteranno di ottimizzare la resa ottenuta, con una relazione diretta fra numero di grammi di cime seccate per watt di energia elettrica consumata nella vostra coltivazione indoor

 

Come sapete, la coltivazione in indoor della marijuana, sia da semi femminizzati che da semi autofiorenti, richiede una conoscenza del comportamento della pianta in relazione all’illuminazione artificiale per ogni fase del suo ciclo vegetativo, in modo da poter applicare il numero di ore di luce richieste dalle piante, così come lo spettro di luce richiesto, sia per la fase di crescita che per la fase di fioritura.

 

Elenchiamo i fattori fondamentali che influenzano direttamente la resa del raccolto, misurati in grammi di marijuana per watt consumato:

 

 

1-Fotoperiodo nelle varietà foto-dipendenti

 

Se abbiamo scelto un seme femminizzato (o foto-dipendente) dobbiamo regolare il numero di ore di luce che le piante ricevono, per questo possiamo programmare il numero di ore di esposizione alla luce con l’aiuto di un timer.

 

Timer Nutrimatic
Timer Nutrimatic

 

 

E attenzione! Perché è un elemento utilissimo che ci permetterà di ottimizzare parecchio il nostro consumo di energia elettrica.

 

In fase di crescita, quando le piantine sviluppano il loro primo paio di foglie, possono già essere poste sotto la luce delle lampade ad alta intensità.

 

Concentrandoci sul fatto che vogliamo che questa fase duri il meno possibile, dobbiamo assicurarci che le nostre piantine ricevano quanta più luce possibile; a questo scopo, programmeremo il timer con un numero di ore di luce regolato su 18, lasciando 6 ore di buio.

 

In questo modo staremo ottimizzando la crescita delle nostre piante..

 

Questa fase non dovrebbe durare più di un mese, a seconda che lo sviluppo radicale sia soddisfacente o meno. Quello che vogliamo, durante questo mese, è ottenere quanta più massa vegetale possibile.

 

Una volta in fioritura, possiamo fare quanto segue per ottimizzare il consumo di energia elettrica:

 

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Nella prima e seconda settimana di fioritura imposteremo il timer su 11 ore e 13 ore di buio.

Per la terza e quarta settimana di fioritura la lasceremo a 10 ore di luce e 13 ore di buio.

Nella quinta e sesta settimana di fioritura programmeremo 10 ore di luce e 14 ore di buio.

Nella settima e ottava settimana di fioritura la lasceremo a 9 ore di luce e 14 ore di buio.

 

Per avere successo con questo metodo, è necessario scegliere varietà di marijuana molto produttive e dalla fioritura breve, poiché le genetiche molto sative richiedono un numero di ore di luce molto maggiore, e molto più intenso, per dare origine ad una produzione più che soddisfacente.

 

Quasi il 100% delle varietà Indiche testate hanno dato ottimi risultati con questo metodo, fornendo rese di più di un gr per watt, utilizzando lampade LEC da 315W ad alta intensità.

 

 

2-Fotoperiodo nelle varietà autofiorenti

 

Se ci piacciono le varietà autofiorenti, metteremo le nostre ragazze sotto le lampade ad alta intensità non appena le piantine mostreranno il loro primo paio di foglie

 

Come per i semi femminizzati, dobbiamo accelerare la crescita delle radici in modo che le piante sviluppino massa vegetale nel più breve tempo possibile, per questo programmeremo il timer dell’impianto di illuminazione a 20 ore di luce e 4 ore di buio.

 

Per ottimizzare la resa misurata in grammi di infiorescenze per watt di energia consumato, possiamo riprogrammare il timer una volta che la pianta ha iniziato a fiorire, lasciandolo su 18 ore di luce, anche se possiamo sempre abbassarlo, se vediamo che la crescita delle piante è stata soddisfacente, e la sua fioritura soddisfa le aspettative in termini di tempo e di massa vegetale della pianta.

 

Tutto dipende dalla genetica scelta. Avremo sempre un grande successo con varietà ricche di THC, come l’OG Kush Autofiorente di PEV Bank Seeds.

 

 

 

Og Kush Autofiorente

 

La Og Kush Autofiorente di Pev Bank Seeds garantisce un’elevata produzione…

Caratteristiche
Sesso: Auto –  femminilizzata
Fenotipo: Sativa 35% / Indica 65%
Genotipo: OG Kush X Rudelaris
Ciclo completo: 70-80 giorni
Produz. Indoor 400-450g/m2
Produz. Outdoori 60-130g/pianta
THC: 18%-22%

Ulteriori informazioni su
Og Kush Autofiorente

 

3-Spettro di crescita, di fioritura o misto?

 

Lo spettro della luce è dato dall’elemento illuminante della vostra lampada.

 

Ci sono coltivatori molto precisi in questo senso, che cambiano il tipo di lampadina non appena cambiano il fotoperiodo per la fioritura. La nostra esperienza ci dice che, sia in crescita che in fioritura, la pianta sviluppa tutti i tipi di clorofilla, che sono quelli che catturano le differenze negli spettri di luce solare, senza differenziarsi l’uno dall’altro, sia in crescita che in fioritura.

 

Ecco perché usiamo sempre lampadine a spettro misto.

 

Se preferite passare alla meraviglia che sono i nuovi apparecchi LEC, il loro spettro, altamente ottimizzato per imitare quello del sole, vi dovrà far indossare gli occhiali da sole quando entrate nella vostra stanza di coltivazione.

 

Sia che si tratti di semi femminilizzati o autofiorenti, che sono la vostra base principale di partenza, vi consigliamo sempre lampadine a spettro misto, per ottimizzare il raccolto lungo un ciclo completo. La cosa è diversa se invece, state coltivando talee o piante madri, nel qual caso è possibile utilizzare luci fluorescenti a bassa potenza e spettro luminoso più verso il blu. La bassa intensità della luce rallenterà il loro sviluppo, ma senza causare stress alle piante.

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4-Mettere una lampadina da 400, da 600 o da 1000w?

 

A maggiore intensità luminosa o maggiore densità di lumen che arrivano alla pianta, maggiore sarà la vostra produttività in termini di raccolto, anche se naturalmente, non vogliamo sprecare nemmeno un watt.

 

La densità della luce può essere ottimizzata con un luxmetro.

 

Questo piccolo dispositivo, ci dirà se l’intensità della luce è corretta, in base alla quantità di massa vegetale che avete nel vostro spazio di coltivazione. È necessario misurare l’illuminazione in diversi punti della pianta, per garantire che la luce raggiunga in modo omogeneo l’intera superficie della pianta, in caso contrario bisognerà utilizzare una lampadina ad alta intensità..

 

Maggiore sarà lo spazio utilizzato, maggiore dovrà essere l’intensità di illuminazione, ma soprattutto: maggiore è la quantità di massa vegetale, maggiore sarà l’intensità luminosa richiesta.

 

Per ottimizzare i costi, vi consigliamo di utilizzare bulbi HPS da 600W o LEC da 315W per metro quadro di spazio da coltivazione, con un numero di piante non superiore a 12, e con distanze pianta – fonte di luce di 60 cm in HPS, e anche della metà se si utilizza un LEC.

 

Siamo sicuri che resterete piacevolmente sorpresi, se inizierete la vostra stagione di indoor ottimizzando i costi per l’illuminazione,

 

Spero che questa breve serie di consigli per l’ottimizzazione del vostro raccolto di marijuana in indoor vi abbia aiutato, non dimenticate di condividere la vostra esperienza con noi, il vostro contributo ci aiuta a crescere insieme a voi.

Ci vediamo al prossimo post…✍️

A presto!😀